Advertisements

Italianate – in italiano

28 May

Mi sento particolarmente coraggiosa oggi, percio’ ho deciso di tradurre un mio post di qualche anno fa (pochi mesi prima che mi trasferissi in america) in italiano. Perche’ ci vuole coraggio? Perche’ sto per prendere in giro certe credenze culturali che non vanno mai discusse. E quindi, essendo ostinata, mi va di discuterle. Soprattutto perche’ mi fanno ridere quasi da morire. Ma morire veramente si puo’ fare solo mettendosi davanti all’aria condizionata dopo una bella sudata. Ma aspettate perche’ li’ ci arrivo.

Allora, cominciamo.

Qui in Italia c’e’ una parola che si usa per descrivere delle cose indescrivibilmente esagerate: “un’americanata.” Forse si potrebbe tradurre in inglese come ridiculous, ma e’ qualcosa di piu’, qualcosa di particolare. Io questa parola l’ho sentita per la prima volta quando alcuni italiani stavano a parlare di un film americano del genere azione tipo “Die Hard.”

“Be’, e’ la solita americanata,” dicevano.

Non credo sia un complimento. Viene consegnato insieme con una specie di “per carita’ signorina mica andrei IO mai a vedere una roba simile, non potrei sporcarmi gli occhi e devo mantenere un certo livello di cultura.” Pero’, a dire la verita’, spesso credo che ci sia pure un tocco di ammirazione, in un certo senso.

Comunque, va bene. Mi sono rassegnata ad accettare il concetto.

SUVs? (Come diciamo noi in inglese “ess-you-vee” ma voi dite “sooov”)
Americanate! Per carita’ signorina!
Un panino da Mac con ben tre cheeseburger tutti amucchiati insieme?
Un’assurdita’! Un’offesa alla gastronomia internazionale! Insomma! Un’americanata!

Potrei continuare, ma tanto voi italiani gia’ mi capite. L’avete inventata voi la parola!

Allora, io vivo a Roma da un po’ di tempo (post originale scritto durante il mio ottavo anno nella citta’ eterna) e allora mi sento pronta per sguinzagliare (si puo’ dire? sarebbe fico) la mia lista–assolutamente soggetiva e totalmente aperta a quasiasi suggerimento–di quello che io chiamo “le italianate.” Volevo collezionare in un posto tutte le cose che gli italiani mi hanno messo adosso durante gli anni, quando mi vedevano fare delle cose che facevo regolarmente e senza problemi negli Stati Uniti. Viste queste cose in Italia, la gente mi diceva quanto rischiavo invece la mia vita, usando quel tono che si usa la mamma quando ti vuole insegnare di non fare la pipi’ adosso. Come se mi stessero salvando da un imbarazzo impensabile insieme con una lezione di vita incontrovertibile.

1. L’aria condizionata FA MALE. Si sa! Non fa bene! In generale!

Allora, fatemi capire come sono riuscita a vivere per tre anni a Phoenix, in Arizona, senza crepare dalla cattiveria della A/C? Oddio non mi dovete lasciare tanti commenti terribili. Lo so che dire che l’A/C non fa male e’ blasfema. Mi arrendo! Non mi dovete insegnare le regole di natura che rendonoquesta verita’ impossibile da negare.

2. Sudare. Sudore. Quasiasi cosa che potrebbe minimamente far pensare di quel liquido che fuoresce dalla pelle per fare una specia di (respiro profondo) aria condizionata naturale quando l’aria poi tocca la pelle.

Voi sapete, c’e’ un’enciclopedia intera sulla sudorazione. Se sudi, allora devi assolutamente cambiarti appena possibile, non lasciare che si evapora (per carita’!) perche’ potresti prendere la pulmonite! E per carita’ di DIO, non metterti MAI ma MAI davanti a un ventilatore dopo di aver sudato. Mi spaventa solo il pensiero! E poi va senza dire che, se sudi e poi osi a metterti davanti all’aria condizionata… ma, allora, a quel punto ci vediamo nel cosidetto al di la’.

3. Cappelli bagnati.

Fregandosene dell’uso del fon puo’ provocare un numero illimitato di malattie, soprattutto un’emicrania nel posto esatto dove hai deciso di sfidare la natura e non asciugarti i cappelli.

4. L’atto di mangiare e poi esporre qualsiasi parte del corpo a qualsiasi forma di acqua per qualsiasi periodo di tempo dopo.

Si’, va bene, negli Stati Uniti avevamo una regola del tipo “non andare a nuotare subito dopo di aver mangiato” perche’ potrebbe creare un crampo e potresti a quel punto affogarti. Ok, va bene, capito. Ma qui in Italia ho sentito cose del tipo “Sai, la cugina della mia cognata e’ morta nella doccia perche’ ha mangiato pranzo e poi si e’ fatta la doccia e non l’hanno scoperta poi per tipo un giorno intero e allora li’ stava, ancora sott’acqua… se solo non avesse mangiato prima… poverina…”

5. La digestione

Oddio ragazzi da dove iniziare? In Italia c’e’ una quantita’ industriale di pubblicita’ che parlano di quanto sono costipate le donne italiane, poi dimostrando quanto sarebbe facile risolvere questo male se solo queste povere donne potessero capire che dovevano mangiare un po’ di yogurt, venduto da una bella bionda con due tette gigantesche (Alessia ti adoro da sempre!). Ti fanno vedere tipo un diagramma della digestione, utilizzando tutta maniera di frecce e altra roba per indicarti l’intestino, lo stomaco, ecc. E’ quasi una lezione di anatomia per vendere lo yogurt! Strepitoso!

Poi, parliamoci chiaro. Ma tutte queste donne sono cosi’ tanto costipato? O forse e’ solo che le donne italiane si sentono piu’ liberate a parlare della costipazione? Vi giuro che non ho mai parlato con le mie amiche della costipazione. A meno che non eravamo tutte incinte insieme. Ma come fanno vedere nelle pubblicita’, tipo, eccoci qui ragazze per farci un bel te’ pomeridiano e dai! Parliamo dei nostri problemi digestivi! Mah. Poi devi adorare un’azienda che produce un yogurt con l’ingrediente segreto intitolato “Bifidus Actiregularus.” O Gesu’ aiuto! Hanno inventato una parola che sembra latino, utilizzando l’equazione universale “parola che suona come un termine medico + bella donna con la costipazione = cura totale per quando ti senti, parole testuali “un po’ gonfia”.

Lasciamo perdere. Ci sono duemila altre italianate per quanto riguarda la digestione. Parlatene. Io vi aspettero’ qui.

6. Spifferi e correnti d’aria.

L’unica cosa che ho da dire qui e’: che Dio ti benedica se vai a metterti davanti a una finestra dove c’e’ il mostro pauroso “ER spiffero.” Potrebbe sicuramente ucciderti. O comunque farti del male serio. Non ho ancora capito bene esattamente quello che fa lo spiffero, ma sono sicura che non fa bene. E’ da evitare a tutti i costi qualsiasi posto con un “corrente d’aria” — seguendo questo consiglio non ci dovrebbero essere problemi.

7. Piedi bagnati o freddi=mal di gola.
Niente sarcasmo o commento qui. E’ quello che e’. Basta.

Ragazzi quante ce ne stanno ancora. Vogliamo parlare del fegato? In america non abbiamo organi interni per smaltire le emozioni ma il concetto e’ fantastico. Purtroppo pero’ il tempo mi sfugge. Devo andare a correre una maratona mentre mangio pranzo e poi mi butto in acqua per poi sdraiarmi davanti all’aria condizionata per asciugarmi i cappelli. Se sono ancora viva, ci sentiremo alla prossima.

Advertisements

8 Responses to “Italianate – in italiano”

  1. anna l'americana May 28, 2011 at 10:34 pm #

    Um, they may not get it….In italian this reads like a regular “don’t” list, lol…

    Signed,
    still alive with a wet head in maine

  2. LD'Amore May 29, 2011 at 1:48 am #

    Mitica! Brava, Shelly! Ormai, quando mia suocera mi dice che moriro’ perche non ho asciugato i capelli (quando fa 45 gradi fuori!!!), le “spiego” semplicemente, “Tanto, sono americana, ho il sangue diverso, posso essere bagnata senza morire!” HAHAHAHA! 🙂

  3. Too Tall To Be Tuscan May 31, 2011 at 6:12 am #

    Mi fai morire! Ho notato anch’io tutte quest cose quando ero in Italia l’anno passato. Ora che sto per tornare fra 21 giorni, ripenso a tutte queste cose culturali per prepararmi di nuovo per la vita italiana… Ma non vedo l’ora di mettere i piedi nel paese dove devo asciugarmi i cappelli ed abbassare l’aria condizionata, perche’ per me quel paese rappresenta un mondo di cose buone che adoro….

    Americana a Roma, ammiro molto il tuo blog. 🙂

  4. Un'americana a Roma May 31, 2011 at 4:17 pm #

    @Anna: mi fai preoccupare con quella cosa della testa bagnata, sto in pensiero…
    @LD: infatti io utilizzo sempre quella “scusa” dicendo “sono americana” tanto che ci possiamo fare? Se no, non c’e’ proprio nessun modo per scappare via dalle accuse! A marzo a Roma faceva un caldo in confronto con qui a Seattle e ho sentito in continuazione “Signorina, ma tutta sbracciata cosi’ in giro?” UUUUFFFAAAA
    @Tuscan: Piacere! Una nuova amica, fantastica! Or aggiungo il tuo blog alla mia lista di preferiti 🙂

  5. Eleonora June 1, 2011 at 11:41 am #

    Allora… Gli spifferi.

    Prima che i miei decidessero di rifare tutte le finestre (l’anno scorso), in casa c’erano ancora le vecchie finestre di legno messe negli anni ’30.
    Ovviamente da quelle finestre entrava tutta l’aria possibile, figurati!

    Quando mia sorella era ancora piccolissima, ricordo che un pomeriggio a casa di nonna si cominciò a dire che bisognava fare qualcosa per tutti questi spifferi che entravano.

    Dopo qualche giorno, di punto in bianco, mia sorella con la voce tremante fa: Ma… Questi spifferi… Ma cosa sono? Che mi fanno se entrano nella stanza?!

    Praticamente avevamo terrorizzato una povera bambina che credeva che gli spifferi fossero dei mostri tremendi che entravano dalle finestre!!!

    Inutile dire che la prendiamo ancora in giro dopo 25 anni 😉
    Famiglia crudele.

  6. Carolina Gengo Di Domenico June 14, 2011 at 8:02 pm #

    Troppo buffo! Ho letto questo post insieme con la mia classe americana nel corso di conversazione in italiano e eravamo al pavimento in lacrime! Ha risuonato particolarmente con un’ alunna americana il quale marito e’ italiano e dice che avverte le stesse ‘italianate’ ai loro bambini.
    Pero devo confessare, anche se fossi americana non mi piace l’aria condizionata, preferisco l’aria fresca – cioe’ le finestre aperte.

  7. cristina June 26, 2012 at 11:46 am #

    Ahah… verissimo. Io sono IT (sposata ad un cittadino Statunitense. Ho vissuto in SoCal) e adesso viviamo qui. Premetto che, ovviamente, non tutti gli IT sono così (io questi li chiamo italioti =italiani/idioti ma MOLTISSIMI si!!! Da notare quando persino in TV danno i consigli degli ESPERTI: se fuori ci sono 40 e oltre gradi sarebbe meglio NON usare l’A/C. Se proprio la usiamo dobbiamo tenerla ad una temperatura di solo 2/3 gradi (non di più mi raccomando!!) più bassa di quella esterna. Insomma… dovremmo stare cmq a soffrire a 37/38 gradi perchè l’A/C FA MALISSIMO!!! Specialmente ai bambini (ai bambini degli italioti ovviamente–quelli che se ci sono 18 gradi a novembre li coprono cmq come se fossimo sotto zero perchè, cmq, è NOVEMBRE! E’ INVERNO!! E d’inverno fa FREDDO!) Peccato che poi quando COLLASSI dal caldo ti portano all’ospedale dove c’è…. l’A/C.

    Che dire? IDIOTS.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Rome is an outdoor theater – Roma è un teatro all’aperto « - June 7, 2011

    […] aveva l’aria condizionata accesa a palla; quindi, per correggere questo errore che sicuramente avrebbe portato tutti noi subito alle nostre tombe, l’autista ha aperto la finestra sul tetto, per permettere la brezza leggera di 40 gradi di […]

Comments are closed.

%d bloggers like this: