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Rome is an outdoor theater – Roma è un teatro all’aperto

7 Jun

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I’ve said before that living in Rome is like being an actor in a play with millions of different characters. Every morning when you leave your house, suddenly you’re either on stage, in the audience, or a combination of both. Well, today I was in the audience on the bus for one of the most exhilarating scenes I’ve seen in a loooong time.

First, let me explain a minor scene-setting factor. In the neighborhood where I currently live, everyone on the bus seems to be either a non-European immigrant or an over-70, you know the ones, because they get free bus passes once they hit 70. It’s like that cheesy-ass gift they might give an insurance salesman after working at “the firm” for like 50 some-odd years. Oh, then there are people like me, who don’t belong to either category and therefore we’ll just classify them as question marks.

So, the bus, seeing as how it passes once every blue moon or pig flying overhead, was totally packed. I also have to mention the Roman logic of having the A/C on full-blast with the sun roof open so the warm, humid breeze can cancel any positive cooling effect.

Hurry! Sit down! The show is starting! (I will now attempt to translate the most colorfully vulgar dialect in the world (IMHO) using the paltry alternatives I have in English.)

ACT 1, SCENE: Day. City bus, very crowded. A really old lady is waiting at the bus stop as the bus approaches. Doors open.

Signora A, older than the hills, trying to get on the bus, to a bunch of other ladies on the bus who are older than the hills: What the hell?!? Move it, people! I need to get on!

Signora B, leader of the “already boarded” gang of old ladies: We can’t move, it’s too crowded, there’s no room.

Signora A, clearly not pleased with this response: WHAT THE F@@K?!? Let me on!

Signora B, a little pissed now: And just where the hell do you expect us to move, then?

(Intermission. Somehow the lady squeezes on board. I think there might have been a death threat involved.)

ACT 2
Signora A, super loud now: What the f@@k!?!

The crowd mumbles, annoyed. The two old ladies start going at it. I was sure they were about to, as you say, “throw down.”

Signora A gets off at my stop, and as she is walking into the metro station, she says, to no one and the whole world all at once, the existential phrase universally known and adored by pissed off people: What a bitch!

(The curtains close. Signora A re-emerges on stage, triumphant, while the audience lovingly throws perfumed roses at her feet.)


Vi ho detto in passato che vivere a Roma è come essere un attore in uno spettacolo con almeno 3 milioni di personaggi diversi. Ogni mattina quando esci di casa, subito o sali sul palco, o ti siedi nel pubblico, o una combinazione di tutti e due. Oggi stavo sull’autobus per una delle scenate più esilaranti che io abbia mai assistito.

L’autobus mio passa solo quando i cosidetti maiali volano o quando c’è una luna blu (così diciamo in inglese. Perché chiaramente, caro lettore, i maiali non volano. E la luna, come sappiamo tutti, è fatto di formaggio ma non la gorgonzola, perciò non è blu. Tutto chiaro?)

Per dipingervi la scena, vi dico anche una cosa che rientra perfettamente nella logica inafferrabile romana. L’autobus aveva l’aria condizionata accesa a palla; quindi, per correggere questo errore che sicuramente avrebbe portato tutti noi subito alle nostre tombe, l’autista ha aperto la finestra sul tetto, per permettere la brezza leggera di 40 gradi di entrare. Questo gesto, per la fortuna della nostra salute, ha servito a cancellare qualsiasi effetto nocivo di raffreddamento. E meno male, no?

Siediti! Inizia lo spettacolo!

SCENA: Giorno. Vettura dell’ATAC. Autobus molto affollato. Una signora molto anziana aspetta alla fermata. Le porte si aprono.

Signora A, più vecchia di Mose anziana, cercando di salire sull’autobus che ora assomiglia più a una lattina di acciughe: AHO’! Ma me fate salì!?!

Signora B, ancora più anziana, leader della banda di anziani già saliti e quindi chiamiamoli “i privilegati”: Non vede che non c’è spazio??

Signora A: ECCCHECAZZO!!! FATEME SALI’!

Signora B, leggermente infastidita ora: ‘N do’ dovemmo anna’???

(Intervallo. In qualche modo la signora riesce a salire a bordo. Credo che forse ci sia stato anche qualche minaccia di morte nel frattempo.)

Poi, a proposito di niente, ad altissima voce, riappare Signora A: EEE CCCHHHEEE CAZZZO!!!!

Vi ho detto poi che queste avevano sui 80 anni con i capelli bianchi?? Favolosissime.

Signora A è scesa alla mia fermata, e stava ancora rosicando.
Signora A, a nessuno e al mondo nello stesso momento: ‘A stronza…

(Le quinte si chiudono. Signora A riesce sul palco, a trovare il suo amato pubblico che sta lanciando delle rose profumate ai suoi piedi. FINE.)

Prossimo spettacolo domani.

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5 Responses to “Rome is an outdoor theater – Roma è un teatro all’aperto”

  1. Too Tall To Be Tuscan June 7, 2011 at 1:20 am #

    Quando saro’ io più vecchia di Mose, mi permettero’ di parlare alla gente in quel modo anch’io. Ci sono i privilegi che hanno le vecchiette…!!!

  2. Rose in Cali June 7, 2011 at 5:16 am #

    I had a similar theatrical experience on the bus going from Firenze to Siena. You can’t make this stuff up!

  3. Isabelle June 8, 2011 at 10:43 am #

    I just found out you’re back in Rome and opened a new blog : so happy to read you !!!!
    Unfortunately, I left Rome 2 years ago but reading these stories get me so many memories back ;-))
    And the funniest is that : 2 years after leaving Italy, back in Paris, I fell in love with an Italian guy 😉 so all this is not so far away… 😉 (well he’s a Torinese… but this is another story ;-)))
    Looking forward to reading you everyday !

  4. gamy backgammol October 12, 2011 at 10:55 am #

    in realtà, basta andare semplicemente alle poste e tutti i giorni c’è uno spettacolo del genere: i vecchietti non hanno niente da fare, perciò… si danno da fare con questi “teatrini”. Sarà catartico per loro? Lo fanno per intrattenere il pubblico? Semplicemente sono dei rompi*bip*? E chi lo sa? 😉

  5. Che Casino October 31, 2011 at 1:55 am #

    E che dire della fila dal medico? 😛
    Diciamo la verità: ogni angolo di questa città è un piccolo teatro!

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