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Amadeo Part 2 – Amadeo Parte Secondo

11 Jun

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Part of what I really love about Rome, that I just couldn’t find during my three years in the US no matter what I did, is a true sense of community.

I don’t mean to say that there isn’t a sense of community in the US. What I do mean to say is that, in my entire life, I had never lived anywhere as long as I lived in Rome. I lived in Rome for seven years. I’ve moved a lot and so I suppose in making Rome my home for such a long time (for me), I finally understood what it means to have a sense of continuity.

That being said, one of the most beautiful examples of that happened by chance as I was walking towards the 8 tram today.

Amadeo!

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About five years ago, one of my first blog posts was all about this lovely but mysterious character who drew amazing chalk murals in the same exact spot, nearly everyday. Always different and varied, and always with interesting messages, I found the murals intriguing. If you haven’t read my first post about Amadeo, go ahead and take a second. Go on! I’ll wait.

Ok, are you back? See? Isn’t he talented?

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So here I was, back at Largo Argentina for the first time since I returned, and there was Amadeo, all a smile with his tin plate held out.

“Amadeo! Hey! How are you??”

I told him all about how I had written an article about him years ago, on the Internet.

“Wow! The Internet! I don’t have the Internet. I don’t even have a cell phone.”

“What do you need with the Internet and a cell phone, Amadeo? You’re good to go here with a bit of chalk and a smile.”

“You’re right, you’re right!”

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He beamed once again when I gave him all the change I had, which added up to about 4 euros. I seriously would take a picture of his artwork everyday if I were a professional photographer, and then make it into an art show.

By the way, when I asked to take a picture with him this time around, he said, “No, no! I’d break the camera!”

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Then he got excited to see how it turned out. (And my camera is doing just fine, thank you very much.)

I don’t know where he lives or if he has a place of his own, shares a place, or lives on the street, or what. But … don’t anyone ever try to take that piece of sidewalk away from him. It’s his workshop!

PS Speaking of a sense of community, in an amazingly serendipitous moment, as I was chatting with Amadeo and taking pictures, one of my dearest friends basically bumped right into me on her way home. I’m telling you, this city is magic.

Again I would encourage you to get your caffe’ completo and then go check out my pal A and his artwork. Worth it.

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Una delle cose che adoro di piu’ di Roma, che non sono riuscita in tre anni a trovare in america dopo di aver vissuto qui, e’ un senso di vero communita’, una specie di ricca tessuta sociale.

Non voglio dire che la gente in america non sa formare delle communita’ in cui ognuno aiuta il prossimo, ma la mia verita’ personale e’ che prima di vivere a Roma (dove ho vissuto per sette anni), non avevo mai vissuto in un posto per piu’ di intorno a cinque anni di seguito, fin dalla mia nascita. Mi sono dovuta trasferire e sono “stata trasferita” tante volte in vita mia, quindi, dopo di aver fatto di Roma casa mia per sette anni, ho finalmente capito il valore di sentirsi a casa in un posto, di poter chiamarlo “mio” e saperlo con tutto il mio essere.

Detto questo, uno degli esempi piu’ squisiti di questo senso di casa mi e’ successo oggi mentre camminavo per il tram 8 a Largo Argentina, un posto dove ho lavorato per tanti anni e dove sono tornata a casa a Trastevere a piedi una migliaia di volte.

Amadeo!

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Circa cinque anni fa, uno dei miei primi “post” sul mio blog parlava tutto di questo personaggio fantastico ma molto misterioso che disegnava affreschi di gesso per terra sulla marciapiede per l’8, sempre nello stesso posto, quasi ogni singolo giorno. Sempre differenti e sempre variati, e sempre con dei messaggi interessanti e delle volte anche profonde, ho sempre trovato molto intriganti questi disegni. Non ho scritto il mio primo post in italiano, ma se volete vederlo e se leggete pure in inglese, andate un attimino a vedere. Non vi preoccupate, vi aspetto!

Tornati? Avete visto? Talentuoso ‘sto ragazzino, eh?

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Poi se non leggete in inglese, la cosa e’ questa. Come tante persone che stanno per strada a chiedere soldi, lui da’ l’impressione di essere un po’ “pazzo” per mancanza di un termine piu’ delicato. Cioe’, semplicemente, il suo comportamento non rientra nelle nostre schemi mentali abituali, in cui tutti devono essere “giusto cosi’.” Amadeo, non essendo “giusto cosi'” non e’ sempre trattato con tanta attenzione, anche se secondo me la merita perche’ e’ un vero artista.

Quindi, eccomi a Largo Argentina per la prima volta dopo di essere ritrasferita qui a Roma da una settimana, e eccolo Amadeo, tutto sorridente con il suo piattino di acciaio davanti.

Spontaneamente, faccio: “Amadeo! Ehi! Come stai??”

Sembrava un po’ sorpresa che qualcuno sapeva il suo nome. Gli ho detto tutto su come avevo scritto un articolo su di lui quasi cinque anni fa e che sta sull’Internet.

“Davvero!? L’Internet?! Io non ho l’Internet. Non ho nemmeno un telefonino.”

“Ma tu che ci faresti col’Internet e un telefonino? A te, te serve solo un po’ di gesso, ve’?”

“Giusto! Hai ragione!” mi risponde.

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E anche questa volta quando gli ho dato i soldi per i gessi nuovi, tutti gli spicci che avevo in borsa (che alla fine erano intorno a 4 EUR), mi ha ringraziato tantissimo, dicendomi quanto ero generosa. Generosa io? Figurati in confronto con il suo dono di condividere l’arte e il suo talento con tutti noi! Sul serio. Se fossi una fotografa professionista vi giuro che andrei li’ ogni giorno a fare delle belle foto dei suoi disegni, e poi farei una bella mostra mettendoli tutti insieme.

Questa volta quando gli ho chiesto se potevo fare una foto insieme a lui, e’ diventato un po’ imbarrazzato e mi ha detto “Ma rompero’ la macchina io!”

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Pero’ poi e’ stato cosi’ contento di vedersi davanti alle sue opere. (E la mia macchinetta sta tanto bene ancora.)

Io non ho idea dove abita, o se ha un posto tutto suo, o se condivide un posto, o se vive per strada… non lo so. Ma, vi dico, nessuno dovrebbe mai ma MAI cercare di rubargli quel pezzettino di marciapiede! Ci sara’ una ragazza americana incazzata, vi dico solo questo! Non e’ piu’ una marciapiede. E’ un laboratorio!

Quindi di nuovo vi dico di andare a prendervi un bel cafffe’ completo (si’, con tre efffe), e poi, andate a salutare il mio amico artista! Ne vale!

PS Parlando del senso di communita’, in un momento di incredibile sincronicita’, una delle mie piu’ care amiche e’ passata proprio mentre parlavo con lui. Lei mi ha detto dopo, “sapevo che eri tornata, e quando ho visto una ragazza fotografando questo, ero sicura che dovevi essere tu! Poi, quando ho visto che la ragazza aveva un capello adosso, allora ero sicura!” Ebbene si’. Non sono piu’ cosi’ in borghese come una volta.

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3 Responses to “Amadeo Part 2 – Amadeo Parte Secondo”

  1. Rosann June 11, 2011 at 5:27 am #

    I just love street art and entertainment. I try and give some coins when I enjoy someone’s work. I, too, have difficulty knowing who to give money to and who to not. If I gave a euro to everyone, I’d be on the street begging myself!! I do enjoy those who share their talents, though. I agree that it lends to a sense of community. I’ll be staying in Rome for 3 months this fall in Monteverde, so I’ll be on tram 8 into the city regularly. I hope to meet Amadeo. If I do, I’ll tell him I read about him on the internet.

  2. Robyn Wilson June 11, 2011 at 5:24 pm #

    “BEAUTIOUS”! Thanks alot for sharing this with us πŸ™‚

Trackbacks/Pingbacks

  1. Tram 8 Depot Moves to Piazza Venezia | Un'americana a Roma - May 9, 2013

    […] The theater. The dude named Amadeo who draws chalk murals on the sidewalk, and even merited a Part 2, for God’s sake! Let’s face it folks: I can’t get enough of this […]

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