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The Morning Rounds – I Giri della Mattina

17 Jun

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Moving back to Rome after three years in the States is a big, big adjustment. I haven’t ever lived in Rome with three children. I live in a new neighborhood now as well. It’s hard to feel at home right away.

One thing I love about Rome, however, is the sense of community that one can build almost immediately, just by having certain routines each morning. I have already developed a sort of “morning round” that I take with my kiddos before they go to nursery school/preschool, and it gives me an immense amount of comfort to know that there are certain people I can see each morning and chat with. This is what makes Rome such a special place for me.

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First thing I go to the bar. I think a lot of Roman residents have breakfast at the bar. As far as I’ve been told, it’s not as common up north to eat breakfast out at a bar (I could be wrong here, but that’s what my friends have told me). In any case, I really enjoy this ritual. Besides the fact that there is absolutely nothing like an Italian cappuccino served at the bar with a cornetto (Italian croissant, less buttery, I like mine with jam inside!). When I was visiting in March with one of my very best friends, she wanted a nutella cornetto but they didn’t have any ready. So the pastry baker made one up specially for her! Yum:

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The best part for me though is the banter back and forth with my favorite barista, Stefano.

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That’s us back in March when I came for a visit. That’s when we first became pals, because I was staying here in the neighborhood where I’m currently living. He and I hit it off for a number of reasons, not the least of which is that we are both fans of the Lazio soccer team, which bonds us in a way that only Laziali can understand. I heart him dearly. In just the few days since I’ve been back, I know about his wife being off work for a back problem, that he’s already had a little vacation (he’s all tan already, no fair), and that next week he’s working afternoons and not mornings. He’s been a barista for 25 years and his brother is a barista too, in a different neighborhood. What’s more, when I told him I was going to put our picture on the Internet, he said he doesn’t have Internet or email, and that he still hand-writes letters. Love.

Meanwhile we have Orazio, the neighborhood disabled dog. Orazio and his owner are always hanging around the bar in the morning. Orazio has some problem with one of his back legs, and/or he’s just on in years, so his owner has created this cart for him. I feel like he’s the mascot of the bar. I always say hi to him every morning.

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Then there’s the “signora” who runs the pasta shop next door. I think she’s from Puglia because her pasta shop is called “Pugliapast.” I don’t even know her last name, I just call her signora. I know her first name though, Lia. Because she calls herself my babies’ aunt now: “Zia Lia.” Every day she says hi to my baby girls and the first day Paola started crying. So now every day Zia Lia says “piano piano” (little by little) the girls will get to know her. “Ti voglio bene piccola, lo sai?” she says to my girls–“I love you little one, don’t you know?”

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Making my morning rounds gives me a sense of having a little family downstairs. I would miss them if I didn’t see them, and they would miss me too. Vi voglio bene, lo sapete? I love you guys, don’t you know?

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Ritrasferendomi a Roma dopo tre anni in america e’ una cosa grande, sconvolgente. Non ho mai vissuto a Roma con tre bambini. Sono una persona diversa ora. Vivo in un quartiere diverso di prima. Insomma, non e’ facile sentirsi a casa subito.

Una cosa che amo di Roma, comunque, e’ che qui c’e’ un senso di communita’ che in america mi mancava. Una persona puo’ sentirsi a casa quasi subito, giusto prendendo dei rituali ogni mattina, inserendosi nella conversazione quotidiana della piazza sotto casa. Io mi sono subito sforzata per presentarmi alla gente della piazzetta, e mi da’ un sacco di rassicurazione sapere che ogni mattina ci sono certe persone che posso salutare e con cui posso chiaccherare. Per me, quest’e’ la magia di Roma, ed e’ questa che rende la citta’ un posto che non e’ mai andata via dal mio cuore.

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Prima cosa, vado al bar. Credo che tanti romani fanno la colazione giu’ al bar. Per quanto mi hanno detto alcuni amici miei, non e’ cosi’ comune al nord fare colazione fuori al bar. Io sono contenta che qui a Roma si fa, perche’ a me piace tantissimo questo rituale. A parte il fatto che veramente non c’e’ niente al mondo come un bel cappuccino italiano servito al bar con un cornetto italiano (che poi e’ tanto diverso da quello francese). A me piace cosi’ tanto con la marmellata. Quando stavo qui a marzo con la mia amica, lei voleva uno con la nutella e non c’era. Percio’ il pasticciere del bar e’ sceso giu’ in cucina per farne uno espresso. Eccolo, vedete che capolavoro?

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Quello che vale di piu’ per me, pero’, e’ la chiaccherata che faccio ogni mattina col mio barista preferito, Stefano.

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Eccoci noi quando stavo qui a Roma in vacanza. E’ li’ quando ci siamo diventati amici, perche’ alloggiavo qui nella zona dove abito adesso. Io e lui ci siamo trovati subito per tanti motivi, ma certo soprattuto il fatto che lui e’ Laziale lo rende un grande comunque. Percio’ gli voglio un sacco bene. Nei pochi giorni da quando sono tornata, gia’ so un po’ della sua storia, di sua moglie che ha alcuni problemi della schiena poverina, che ha gia’ fatto le ferie (tutto abbronzato gia’, non e’ giusto!), e che la settimana prossima fara’ il turno del pomeriggio. E’ barista da 25 anni e suo fratello pure, ma il fratello lavora in un altro bar in un altro quartiere di Roma. Quando gli ho detto che avrei messo la nostra foto su Internet, mi ha detto che non ha l’Internet e che scrive ancora le lettere a mano. Vi ho detto che gli voglio bene.

Poi c’e Orazio. Orazio e’ il cane disabilitato della zona. Lui e suo padrone ci stanno sempre intorno al bar la mattina. Non so esattamente che fanno tutto il giorno, ma la mattina stanno li’. Orazio ha qualche problema con la gamba, e/o e’ semplicemente anziano, percio’ suo padrone gli ha fatto una specie di carozzina con un cesto della frutta come lettino. E’ geniale. Io saluto Orazio e suo padrone ogni mattina.

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E per non parlare della signora della pasta! Lei ha il negozietto accanto al bar. Si chiama “Pugliapast.” Non so nemmeno il cognome della signora, io la chiamo “signora” e basta. Ma so che si chiama Lia perche’ si e’ autonominata subito la zia delle mie figlie gemelle, chiamandosi Zia Lia e accarezzando i loro visi. La prima volta che ha toccato la faccia di Paola, la mia biondina, Paola si e’ messa a piangere. Quindi Zia Lia, utilizzando una delle filosofie piu’ sagge del libro di filosofia romana, ci ha detto “piano piano” e prendera’ confidenza. Infatti stamattina quando Zia Lia ha accarezzato la faccia di Paola, non ha fatto neanche “ngue'”. Zia Lia fa “Ti voglio bene piccola, lo sai?”

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Facendo i miei giri la mattina mi fa sentire che ho una piccola famigilia che mi aspetta ogni mattina sotto casa. Se non li vedessi la mattina, mi mancherebbero, e so che pure io gia’ dopo pochi giorni che sto qui, mancherei pure io a loro.

Vi voglio bene piccoli, non lo sapete??

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9 Responses to “The Morning Rounds – I Giri della Mattina”

  1. Sherly Black June 17, 2011 at 3:08 pm #

    che colazione golosa!!! woow!! adoro il vostro blog!

  2. Rose in Cali June 17, 2011 at 3:28 pm #

    This post truly warmed my heart. What a charming way to start every morning. I love the closeness of Italian neighbors. (I liked the guy who sold me some Parmiggiano in your old neighborhood!)

  3. Carolina June 17, 2011 at 5:03 pm #

    Shelly,
    Che bel post davvero! Vivo tramite le tue esperienze perche troppo tempo che non vado in Italia. L’ultima volta era prima di aver bambini. Ora con una famiglia vorrei con grande angoscia tornare in Italia con le bimbe, e ogni anno spero di poter, pero dopo non sembro di riuscire mai.
    Allora se continui a scrivere della vita quotidiana italiana io continuero’ a leggere il tuo blog. E fra l’altro mi fornisci con materiale ideale per la mia classe di Italian conversation.
    Buon weekend!
    Carolina

  4. Un'americana a Roma June 17, 2011 at 8:06 pm #

    Grazie 1000 Sherly!

  5. Un'americana a Roma June 17, 2011 at 8:08 pm #

    Rose, can you believe how time flies??? I totally cannot. I’m not sure which guy you are talking about but there was a cheese shop that I absolutely ADORED near our house, the guy was soooo sweet, I think his name was Roberto and he would always say grazie like a million times for whatever cheese you picked out. Love.

  6. Un'americana a Roma June 17, 2011 at 8:09 pm #

    Carolina, grazie e buon weekend anche a te! E poi brava per la classe di Italian conversation… sono onorata di esserti utile in questo modo!

  7. erin June 18, 2011 at 5:21 pm #

    Love posts like this…all the people and stories. I can feel your happiness to be back 🙂

  8. Un'americana a Roma June 19, 2011 at 1:54 pm #

    🙂 I do feel at home here… despite all the craziness… I showed Stefano my post this morning on my phone, he was all excited… he greeted me this morning saying “luce dei miei occhi” light of my eyes… so sweet. Then he said, better not let them see that post at home… he said his wife would be jealous. 🙂 Love Italians….

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