Die Slowly – Lentamente Muore

6 Jul

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Very rarely do I become serious around these parts. But, will you indulge me for just a moment? I feel the need to philosophize here. Thank you in advance.

So, those of you who know me personally, who know me well, know that there have been many transitions in my life recently, not just the big one of moving back to Rome. And whenever I’ve had big transition moments in my life, inevitably I reflect on things.

BTW, did you know I’m a little witch in training? Like Hermione in Harry Potter, but with tamer hair and hopefully slightly less bossy? Yep, I am. A witch in training. I do all kinds of nutty things like read Tarot cards, I Ching, and I devour all kinds of esoteric books. I only tell this to you so I can reveal a secret. When I need an answer to something, I look for it in books, in writing.

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Seriously. And it works.

So I randomly have a question, something that’s bothering me, something I can’t seem to accept in my life. I pick a book at random, or I go into a bookstore and pick a book I’m drawn to. I open it at random, and read wherever my eyes fall.

I consider it a sort of game to train my intuition. I believe everyone possesses an innate sixth sense (stick with me here, I promise there’s a payoff) but you kind of have to hone it, to develop it. And that requires playing little “games” like this and seeing where they take you.

Recently I’ve been struggling with having confidence in my choices, in my decisions, in my own inner sense of strength. Then, “randomly,” this poem came to me.

Mind you, I am not much for poetry. I generally claim that it is gag reflex-inducing. I am a bit cynical for poetry, right? But no. I should probably let down my guard and open up to poetry a little more often.

I’m not going to get out bongo drums and read beat poets though. And I’m not going to start listening to breezy Brazilian duets you normally hear in trendy coffee bars. No, folks. No. But. This poem? Love.

I think a lot of my fellow expats and anyone who jumps into life head first will know what I’m talking about here.

Enough said.

Die Slowly
by Pablo Neruda

He who becomes the slave of habit,
who follows the same routes every day,
who never changes pace,
who does not risk and change the color of his clothes,
who does not speak and does not experience, dies slowly.

He or she who shuns passion,
who prefers black on white,
dotting ones “i’s” rather than a bundle of emotions,
the kind that make your eyes glimmer,
that turn a yawn into a smile,
that make the heart pound in the face of mistakes and feelings, dies slowly.

He or she who does not turn things topsy-turvy,
who is unhappy at work,
who does not risk certainty for uncertainty,
to thus follow a dream,
those who do not forego sound advice at least once in their lives, die slowly.

He who does not travel,
who does not read,
who does not listen to music,
who does not find grace in himself, dies slowly.

He who slowly destroys his own self-esteem,
who does not allow himself to be helped,
who spends days on end complaining about his own bad luck,
about the rain that never stops, dies slowly.

He or she who abandon a project before starting it,
who fail to ask questions on subjects he doesn’t know,
he or she who don’t reply when they are asked something they do know, die slowly.

Let’s try and avoid death in small doses,
always reminding oneself that being alive requires an effort by far
greater than the simple fact of breathing.
Only a burning patience will lead to the attainment of a splendid happiness.

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Tarot0-1

Di solito qui in questo spazio, cerco di evitare di parlare tanto della mia vita personale, delle cose che non hanno niente a che fare con questa bellissima città, di cose troppo serie. Ma poi delle volte mi rendo conto che pure io faccio parte di questa bellissima città, e che questa città è bellissima appunto proprio perchè oltre i monumenti, abbiamo un tessuto sociale, un patchwork di persone, tutte diverse, che insieme construiscono la bellezza unica di questo luogo. Tutto questo per dire: abbiate pazienza con me oggi. Vi ringrazio in anticipo.

Allora chi di voi mi conosce personalmente sa che ci sono stati altri cambiamenti nella mia vita ultimamente, oltre il grande ritorno a Roma. E va bene. La vita è così, una serie di cambiamenti, mutamenti, e se riusciamo ad accettare questo fatto, accettare e addirittura abbriaciare questo fatto, allora magari la vita può scorrere meglio, come l’acqua sa muoversi con grazia fra tutti i sassi del fiume. (Oddio, vedete? Gia’ sto diventando filosofica.) Ma comunque, rifletto. Cerco le risposte.

A questo punto dovrei confessarvi un fatto: io mi considero una quasi-maga. Tipo Hermione di Harry Potter. Auto-didatta però, con capelli un po’ meno matti, ma forse rompipalle ugale. (Nessuno è perfetto!) Perchè maga? Boh. Leggo i tarocchi, studio la pratica del libro dei mutamenti (I Ching), e divoro tutti i libri con argomenti esoterici. Diverse persone mi hanno detto in diverse occasioni che sono una maga. Mah! So che queste cose non rendono una maga. E certo non posso accettare io il credito se semplicemente sono consapevole della sincronicità della vita, nella mia vita, quella stessa sincronicità che esiste nelle vite di tutti noi. L’aspetto “maghesca” forse resta solo nel fatto che io vado a cercare e a notare la sincronicità sempre, quando e come posso. Esempio?

Quando cerco una risposta a qualcosa che mi confonde, qualcosa che non riesco a capire, allora la vado a cercare spontaneamente nei libri, nella parola scritta.

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Sul serio, ragazzi. E, almeno per me, questo metodo funziona. Sempre. Alla grande.

Per esempio, ho una domanda, qualcosa che pesa sulla mia anima, qualcosa che la mia mente troppo razionale non accetta. Allora scelgo un libro a caso, o vado in una libreria e scelgo un libro a caso che mi attrae. Lo apro a caso, e leggo la prima cosa che i miei occhi trovano, e leggo finchè non capisco quello che devo capire.

Può sembrare strano, lo so. Ci vuole un’apertura mentale verso l’intuito che possediamo tutti. Ma capisco che possa non avere senso. Non cerco l’approvazione. Voglio solo spiegarvi questo metodo come preambolo al post di oggi.

Non amo la poesia, in generale. Ma ultimamente le poesie mi stanno arrivando con dei messaggi, bellissimi! Questa di ieri, trovata appiccicata in un posto molto insolito e a puro caso, proprio come risposta a una mia domanda personale in quel momento; mi ha toccato profondamente e ve la volevo condividere. Magari la trovate bella anche voi.

Ok, basta.

Lentamente Muore
di Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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8 Responses to “Die Slowly – Lentamente Muore”

  1. rouella July 6, 2011 at 10:25 pm #

    omg! i really loved that poem, it’s exactly what i needed to hear today. i don’t wanna die slowly, i refuse. thank you for sharing that 🙂

  2. k July 7, 2011 at 12:18 am #

    Beautiful. And if these actions feed your soul? I would guess it is the holy spirit, alive and well.

  3. nyc/caribbean ragazza July 7, 2011 at 9:56 am #

    Amen! Beautiful poem.

  4. Eleonora July 7, 2011 at 10:36 am #

    What a wonderful answer did you find, my dear little “witch”.
    I knew this poem but it never touched me so much, but now it sounded really true.

  5. Robyn Wilson July 7, 2011 at 3:59 pm #

    🙂

  6. Deborah Robinson July 8, 2011 at 12:53 am #

    I can’t find the words to describe the “timeliness” of this posting/poem. So “thank you” and “Abracadabra” will have to do.

  7. saretta July 9, 2011 at 4:18 pm #

    That’s such a perfect message, I love it! Thanks!

  8. Gennaro August 26, 2013 at 9:59 pm #

    The poem “Die slowly” has been attributed to Pablo Neruda but it ws written by the Brasilian journalist Ms Martha Medeiros – Thank you

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